Sergio Zazzera, Le Isole di Napoli;
Tjuna Notarbartolo, Procida, la sirena
scontrosa
Giornale Procida Oggi, articolo di Pasquale
Lubrano
Giornale "Il Confronto", articolo
di Patrizia Romano
Giornale "Il Golfo", articolo di
Zergio Zazzera*
Giornale "Casa Viva" (giugno 2006),
articolo di Laura Minetto
"Se, fino a qualche anno fa,
era possibile individuare l'ascendente pittorico diretto di
Antoneitta Righi nel 700 veneziano (citai in passato Francesco
Guardì) nelle opere oggi esposte a marina grande esso
può essere ricondotto, addirittura, a un centro 600 tnapoletano:
sto pensando ad Antiveduto della grammatica, padre camaldolese
contemporaneo di Caravaggio, la cui ricerca della luce si risolve
nel sapiente dosaggio di tutte le possibili sfumature del bianco.
Bianco, che però - proprio come sarebbe piaciuto a Roberto
Pane - in questo caso è interrotto dai blocchi di colore
dei panni distesi ad asicugare, dei limoni, dei geraei, dei
pomodori pronti ad essere imbottigliati; e qui s'inserisce un
ulteriore novità, costiuita dalle presenze umane - intente,
per lo più, alle loro attività quotidiane, le
più semplici e le più antiche - che si fanno avvertire
perfino quando non sono rappresentate: tutte lascia pensare
che accanto ad un bucato sciorinato fosse presente, soltanto
qualche istante prima la massaia.
Il tutto, poi, s'iquadra in una prospettiva che può essere
definita a buon diritto tridimensionale: si trova di fornte
a "pitture scolpite" nelle quali la profondità
è accnetuata da un chiaro scuro spinto alle estreme conseguenze,
ma soprattutto, da una tecnica, assolutamente originale, di
modellamento di grumi, di colore sulla tela, quasi si tratti
di cera o di creta [...]"